Albareto - Guida Turistica

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Fiera del Fungo Porcino di Albareto Fiera del Fungo Porcino di Albareto
  La Fiera del Fungo Porcino di Albareto, è oggi considerata la più importante manifestazione dedicata a questo prezioso prodotto del sottobosco. Chi arriva ad Albareto nel secondo fine settimana di settembre, resterà impressionato dalle strutture (oltre 3.500 mq. coperti), dai 150 volontari che vi lavorano e dalle iniziative collaterali. La Fiera è nata qui, perchè ad Albareto il Porcino è Storia. Lo troviamo menzionato sui libri sin dal 1700 per continuare nell'800 e per arrivare ai giorni nostri. Notizie bibliografiche ed ambiente naturale hanno permesso, nel 1993, di fare ottenere al Porcino di Albareto la denominazione di Indicazione Geografica Protetta, unitamente ai Comuni di Borgo Val di Taro (Pr) e Pontremoli (Ms). Analizzando le motivazioni storiche che hanno permesso la concessione della denominazione IGP (Indicazione Geografica Protetta) al "Fungo di Borgotaro", è curioso constatare che la documentazione storica e bibliografica analizzata e utile allo scopo riguarda quasi interamente il territorio di Albareto. Si parte del A.C. Cassio che dice testualmente "l'eminente del Monte è vestito per il tratto di 14 miglia a mezzodì, sulle più erte cime da vasti faggi e abeti e nel meno aspro da fruttiferi castagneti continuati dai confini del Parmigiano fino al Genovesato", il che non lascia dubbi che si riferisca ad Albareto, per la posizione meridionale che occupa rispetto a Borgotaro. Continuiamo ancora con L. Molossi 1832-1834, alla voce Albareto dove recita "produce frumento, castagne, eccellenti marroni, funghi in quantità che si pongono in salamoia e si vendono bene" e ancora "altri raccolgono funghi le selve.....". Importante testimonianza la fornisce anche Don Tommaso Grilli che, parlando di Albareto, afferma "Non dirò qui non andare troppo per le lunghe delle varietà dei funghi sia domestici che selvatici che sogliono nascere in quantità, tanto nella zona del castagno come in quella del faggio". Poi ancora "un industria locale è la ricerca dei funghi che sogliono nascervi in quantità sia in estate che in autunno: quando comparisce questo vegetale carnoso quasi tutte le famiglie vi attendono per raccoglierne quanto più possono con tutta la cura: tagliato in fette sottili lo fanno seccare al sole; oppure al calore di fiamma del fuoco nelle cucine, e dopo lo vendono per lo più a mercanti di Tarsogno che lo trasportano a Genova". Cessano le notizie su Albareto dal 1928 al 1946, periodo nel quale il Comune fu soppresso per motivazioni politiche per essere annesso a quello di Borgo Val di Taro.
l palio delle rane
  Tra gli eventi in programma nei giorni della Fiera del Porcino, il "Palio delle rane" merita una menzione particolare. Originale e divertente, al Palio di Albareto non gareggiano audaci fantini in groppa a stupendi purosangue, ma …rane. Montate su carretti, e trainate da uomini. Il Palio di Albareto prende le mosse da una tradizione cinquecentesca pesarese adattata alla location parmense. Nel pomeriggio di domenica 10 settembre ci sarà dunque una sfilata in costumi storici, cui seguirà la competizione vera e propria: le rane saranno fatte accomodare ciascuna su una carriola di foggia medioevale rappresentante la "contrada" in gara, quindi toccherà alle "cavalcature" umane trainare velocemente il tutto verso il traguardo, badando bene che la rana non cada o non salti via dalla carriola e non subisca danni di alcun genere, se si vogliono evitare penalità e squalifica. Divertimento assicurato per genitori e bambini, ai quali sarà consegnata una rana di cartone con i colori della contrada prescelta e un palloncino con stampigliata l'immagine inconfondibile di Sua Bontà il Fungo Porcino.
Monte Gotero
  Il massiccio del Monte Gottero, esattamente alla Foce dei Tre Confini, corrisponde al punto d'incontro di tre regioni (Emilia, Liguria, Toscana) e di tre province (Parma, La Spezia e Massa). Curiosamente incastrato in un gomito del crinale appenninico tra la Val Vara, la Lunigiana e la Val Gotra, quest'ultimo torrente tributario di destra dell'alto Taro nel cui sottobacino si estende il sito emiliano, il Monte Gottero culmina a 1640 m non lontano dal Mar Ligure all'altezza delle Monte Gotero Cinque Terre. Confina con omonimi parco e sito liguri. Il massiccio del Gottero è costituito da un complesso sedimentario di origine marina (flysch) di natura arenacea, che i geologi hanno battezzato con il nome del monte stesso. Sito in massima parte (almeno per tre quarti) forestale, presenta al di sopra dei 1500 m una copertura forestale discontinua e alternata essenzialmente a pascolo e brughiere, interrotta solo nei punti di maggiore acclività, dove fenomeni erosivi hanno scavato le pareti soprastanti favorendo l'accumulo di pietraie. E' qui interessante la presenza di piante di tipo alpino (Doronicum austriacum, Achillea macrophylla, ecc.) e della ginestra endemica Genista salzmannii. Non mancano piccole torbiere, mentre i coltivi sono praticamente assenti (raramente si toccano quote inferiori agli 800 m): piuttosto basso è il grado di antropizzazione (per quanto le foreste fossero fino a poco tempo fa capillarmente sfruttate a ceduo e, almeno in parte, lo siano tuttora). Quattro habitat d'interesse comunitario, due forestali di tipo arboreo e uno di tipo arbustivo, occupano complessivamente il 33% della superficie del sito. La chiesa parrocchiale, dedicata a S.Maria Assunta, ha subito varie modifiche nei secoli. Interessante la chiesa di s. Pietro a Groppo con una cappella affrescata con le storie della Vergine e una bellissima statua del XVII secolo in marmo, che rappresenta la Madonna e il bimbo. Il territorio è ricco di vegetazione spontanea, che favorisce la crescita dei prodotti del sottobosco come funghi, fragole, mirtilli e lamponi. Nella val Lecora è praticata la troticoltura.